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sabato 31 dicembre 2011

AA.VV. – Gli anni (2011-2012)













SERIE: "LE GRANDI RACCOLTE PER LA GIOVENTU' " - VOL.5

In occasione dell’ultimo dell’anno, riprendiamo la serie “Le grandi raccolte per la gioventù” che, se vi ricordate, prende in prestito il celebre slogan delle figurine Panini per proporre antologie tematiche di canzoni (NON compilation!) a beneficio dei lettori più giovani del blog, che possono in tal modo conoscere autori e interpreti non sempre così famosi.
Siamo arrivati ormai al volume 5, che raggruppa alcune canzoni legate dal filo conduttore dell’anno che è trascorso.

GLI ANNI

Il titolo della raccolta è tratto dalla canzone che lo apre, di Roberto Vecchioni, tratta dall’album “Milady”: il testo riprende alcune caratteristiche tipiche del cantautore di “Luci a San Siro”, dal ricordo del passato al rimpianto vero e proprio….caratteristiche che troviamo in molti altri testi presenti qui, anche perché ovviamente il tema del tempo che passa si presta moltissimo (“O giorni o mesi che andate sempre via…” canta Guccini).
In realtà in alcuni testi l’anno è un pretesto per parlare d’altro, per lo più d’amore, come fa Mina nella bella canzone di Nino Ferrer o Califano in “Capodanno”, o ancora Gaber in “Gli anni che verranno”, o di raccontare un momento della vita di Van Gogh, come fa Francesco De Gregori traducendo “Vincent” di Don Mc Lean per Little Tony.
Tra i tanti autori presenti ricordo Stefano Rosso, con una delle sue canzoni più sconosciute (e più belle), ed anche quella di Bobby Solo, cover di “I'll Never Find Another You” dei Seekers (scritta dal fratello di Dusty Springfield, Tom) è tra le sue meno conosciute.
Penso che in commercio non esista nessuna raccolta che mette insieme Guccini ed Aurelio Fierro, passando per Califano e i CSI!!!

1) Roberto Vecchioni – Gli anni (Roberto Vecchioni) 1979
2) Mina – Un anno d’amore (Mogol-Alberto Testa-Nino Ferrer) 1964
3) Aurelio Fierro – Buon anno buona fortuna (Bixio Cherubini-Cesare Andrea Bixio) 1957
4) Giorgio Gaber – Gli anni che verranno (Giorgio Gaber-Renato Angiolini-Giorgio Gaber) 1966
5) Alunni del Sole – Tutto come un anno fa (Paolo Morelli) 1979
6) Dori Ghezzi - Per un anno che se ne va (Goffredo Canarini-Andrea Lo Vecchio-Roberto Vecchioni-Paolo Ferrara-Michele Francesio) 1969
7) Little Tony – Come un anno fa (Francesco De Gregori-Don McLean) 1973
8) Stefano Rosso -. Canzone per un anno (Stefano Rosso) 2001
9) Franco Califano - Capodanno (Franco Califano-Francesco Del Giudice) 1978
10) Francesco Guccini – Canzone dei dodici mesi (Francesco Guccini) 1972
11) Donatella Moretti – Era più di un anno (Franco Migliacci-Bruno Zambrini-Luis Enriquez Bacalov) (1966)
12) Bobby Solo – Un anno intero senza te (Alessandro Colombini-Beppe Cardile-Tom Springfield) 1971
13) Tazenda – A chent’annos (Luigi Marielli) 2007
14) Jovanotti – Buon anno (Jovanotti-Michele Centonze-Jovanotti) 1999
15) C.S.I. – Buon anno ragazzi (Giovanni Lindo Ferretti-Gianni Maroccolo-Giorgio Canali-Francesco Magnelli-Massimo Zamboni) 2001

venerdì 30 dicembre 2011

The Rogers - Vorrei davvero/Chewey chewey (1969)












Continuando una delle tante discografie che abbiamo iniziato nel blog, quella dei Rogers, oggi parliamo di un 45 giri del 1969 che contiene due cover; nonostante la copertina presenti come canzone principale “Chewey chewey”, questa è in realtà il lato B, il lato A è invece “Vorrei davvero”, cover di “Fool!”…in realtà però non ho trovato dati su questo brano, in SIAE tra quelli depositati per Crompton e Jones non vi è nulla con questo titolo, e quindi non so chi siano gli esecutori originali di questa canzone d’amore melodica, con l’organo in evidenza.
Nell’etichetta uno dei due autori originali, Morgan Jones, è riportato come J. Morgan (…evidentemente alla Bentler pensavano che Morgan fosse il cognome).
La già citata “Chewey chewey” (il sottotitolo è “Il ballo del chewingum”) è invece la cover di “Chewy chewy” dei The Ohio Express, con il testo in italiano scritto da Gianni Sanjust, ed è tra le due la canzone più ritmata ed orecchiabile, un po’ sul filone della bubble-gum music (anzi, della chewingum music!) di moda nel periodo.
Il retro di copertina ci permette di conoscere la formazione dei Roges per questo disco, che è costituita da Franky Florio alla voce, Alvaro Ventura al pianoforte e all’organo, Lino Moreno alla voce e alla chitarra, Nunzio Arcidiacono al sax (di origine ligure) e Sebastian al basso (di quest’ultimo non sono riuscito a rintracciare il cognome in nessuna pubblicazione).

1) Vorrei davvero (Maria Evangelista Tumminelli-Bill Crompton-Morgan Jones)
2) Chewey chewey (Gianni Sanjust-Joe Levine-Kim Resnick)

giovedì 29 dicembre 2011

Il Giardino dei Semplici – Il Giardino dei Semplici (1975)



Tra i gruppi melodici degli anni ’70, sicuramente i più preparati musicalmente furono gli Alunni del Sole e il Giardino dei Semplici: presentando l’album di debutto di questi ultimi, in effetti, si deve riconoscere ai quattro napoletani un’abilità strumentale che in molti brani viene alla luce…insomma, per capirci, c’è un abisso tra il Giardino dei Semplici e i Santo California.
Nati con la denominazione “Alti e Bassi”, il batterista Gianni Averardi proviene dall’ultima formazione dei Campanino, mentre gli altri musicisti hanno avuto, fino a quel momento, esperienze locali.
Vengono scoperti da Totò Savio, uno dei più grandi compositori che questo paese abbia avuto (e che non viene ricordato a sufficienza), che li ascolta durante un’esibizione allo “Shaker Club”, un locale napoletano, e che diventa loro produttore con Bigazzi.
Proprio quest’ultimo propone loro il cambio di nome, ispirandosi al noto “Giardino dei Semplici” della sua città, Firenze.
Il debutto avviene con “M’innamorai”, che è anche la canzone che apre il disco (e che lo conclude con un breve frammento), che ha subito successo: si sente lo zampino di Savio e Bigazzi, e per capirci provate ad immaginarla cantata da Massimo Ranieri, ad esempio….sicuramente sarebbe diventata un classico alla pari di “Erba di casa mia” o “Vent’anni”.
Il retro di “M’innamorai” è “Una storia”, anch’essa presente in questo disco.
In autunno il gruppo è di nuovo in hit parade con il rifacimento di “Tu ca nun chiagne”, il classico di Libero Bovio ed Ernesto De Curtis, che apre il lato B dell’album.
Oltre ai brani dei 45 giri completano l’album altri brani, tra cui sono da ricordare “Dal vivo”, che è un bel brano strumentale in cui Gianfranco Caliendo mette in luce le sue doti di chitarrista, e che si avvicina molto a certe sonorità progressive italiane di quegli anni; “New York”, a tutti gli effetti una canzone di rock italiano, con un bell’inizio di basso, scritta da tutto il gruppo; “Piazza medaglie d’oro” e “Basta avere lei”, che sono invece due canzoni melodiche con un bell’assolo finale di chitarra elettrica.
Tra gli autori, oltre ai componenti del gruppo e ai citati Bigazzi e Savio, vi è Aldo Roselli, autore con Savio della musica di “Una storia” (il cui testo è di Averardi e Bigazzi)
Il successo del gruppo continuerà ancora per tutto il decennio, con brani come “Vai”, “Miele” (presentata a Sanremo nel 1977) e “Concerto in la minore (dedicato a lei)” (con il ritornello un po’ troppo simile a “Se telefonando”); ma di queste canzoni parleremo in altri post.

LATO A

1) M’innamorai (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
2) Angela (Anonimo napoletano del 1700)
3) New York (Gianfranco Caliendo-Gianni Averardi-Andrea Arcella-Luciano Liguori)
4) Piazza medaglie d’oro (Gianfranco Caliendo)
5) La realtà (Gianfranco Caliendo-Andrea Arcella)

LATO B

1) Tu ca nun chiagne (Libero Bovio-Ernesto De Curtis)
2) Basta avere lei (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
3) Dal vivo (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)
4) Donna di mille anni (Gianfranco Caliendo)
5) Una storia (Giancarlo Bigazzi-Gianni Averardi-Aldo Roselli-Toto Savio)
6) M’innamorai (ripresa) (Giancarlo Bigazzi-Toto Savio)

mercoledì 28 dicembre 2011

I Brutos a l'Olympia (1961)












Nel ripercorrere la discografia dei Brutos eravamo arrivati al 45 giri del 1968 pubblicato per la CAR Juke-Box; oggi però ritorniamo indietro per presentare un EP inedito in Italia e pubblicato solo all’estero.
Si tratta di un estratto di uno degli spettacoli tenuti dai cinque torinesi all’Olympia di Parigi, accompagnati dall’orchestra di Jacques Loussier e pubblicato a novembre del 1961, con quattro canzoni di cui due italiane, “Io” di Modugno e “Baby rock” di Carosone (in cui però inseriscono “See you later, alligator” di Bill Haley).
La copertina dell'edizione spagnola
Il retro dell'edizione spagnola
Apre il disco “Granada”, il celebre brano scritto dal compositore messicano Agustin Lara per il tenore Pedro Vargas nel 1932, e che ha avuto moltissime incisioni (in Italia la più nota è quella di Claudio Villa); sull’etichetta al nome di Lara si affianca quello del paroliere francese Jacques Larue (pseudonimo di Marcel Ageron), che è l’autore del testo francese della canzone (che però è eseguita dai Brutos in italiano).
La quarta canzone è “Little Darling”, successo del 1957 dei Gladiolas scritto da Maurice Williams e poi inciso anche, con maggior successo, dai Diamonds nello stesso anno e, in seguito, da altri artisti, che in una strofa i cinque torinesi eseguono in italiano.
Tornando ai Brutos, l’EP fu poi stampato anche in Spagna per l’America Latina. 
Potete leggere una recensione in francese del disco qui

LATO A
1) Granada (Agustín Lara)
2) Io (Domenico Modugno-Franco Migliacci-Domenico Modugno)

LATO B

3) Baby rock (Nisa-Renato Carusone)
4) Little Darling (Jacques Plante-Maurice Williams)

martedì 27 dicembre 2011

Renato D'Andrea - Alleluia! Canto per Cristo ''Taizé''-Cristo ha vinto la morte












Continuiamo con l'atmosfera natalizia nel post di oggi, che riguarda un 45 giri di Renato D'Andrea, o meglio padre Renato D'Andrea.
Esiste un bel libro (che vi consiglio, se interessati all'argomento) che si intitola "Pop italiano di ispirazione cristiana", scritto da Fabio Marchignoli ed edito da Pieve editore: in questo volume, in ordine alfabetico, sono trattati tutti o quasi i gruppi e cantanti che hanno inciso canti legati al cristianesimo, per lo più pubblicati su dischi dalle edizioni Paoline, dalla LDC, dalla PCC, dalla Rusty e da altre etichette legate al mondo cattolico.
Di D'Andrea si dice che è un padre domenicano romano, compositore e cantautore, che ha inciso anche con i "Cantori Moderni" di Alessandroni, e viene riportata una sua discografia parziale.
Manca però questo disco, che contiene quella che è la sua canzone più nota: chiunque abbia negli ultimi quarant'anni partecipato a qualche celebrazione eucaristica sicuramente ha sentito la corale cantare prima del Vangelo "Canto per Cristo che mi libererà quando verrà nella gloria".
Quello che non sapevo, e che ho scoperto leggendo l'etichetta, è che la musica non è di D'Andrea, autore del solo testo, ma è tratta da una melodia folk inglese.
Sul retro vi è invece un brano scritto sia per il testo che per la musica dal cantautore; entrambi i canti sono suonati dall'Orchestra di Elvio Monti, musicista autore per Piero Ciampi e Fabrizio De André.
Non è riportata, né sul vinile né sull'etichetta, la data di pubblicazione del disco, ma dal numero di catalogo deduco che debba trattarsi del 1970 o del 1971.
Di D'Andrea ho trovato in rete il sito internet, che potete visitare qui ; nulla so invece del coro Rabbuni, che partecipa all'incisione.

1) Alleluia! Canto per Cristo ''Taizé'' (Renato D'Andrea-Tradizionale)
2) Cristo ha vinto la morte (Renato D'Andrea)

sabato 24 dicembre 2011

Marco Carena - Buon Natale/Dimmi...l'amore (1991)












E per augurare buon Natale agli amici del blog abbiamo scelto un 45 giri del cantautore torinese Marco Carena.
La canzone sul lato A, tratta dal suo secondo album, descrive in maniera umoristica alcuni aspetti del Natale, secondo il suo stile; il retro, inedito su album, è invece una canzone d'amore che in alcuni punti diventa quasi seria.

1) Buon Natale (Marco Carena)
2) Dimmi...l'amore (Marco Carena)

giovedì 22 dicembre 2011

Silvano Silvi con Eraldo Volontè e il suo sestetto - Al Madison Square/Balliamo il madison (1961)












Riciclando le copertine dei 45 giri precedentemente pubblicati (cambiando solo i titoli) potevano accadere errori come questo presente nel retro di copertina del 45 giri di cui ci occupiamo oggi, di un artista, Silvano Silvi, di cui abbiamo già parlato spesso nel blog: infatti alle registrazioni dei brani non partecipano gli Erranti, come scritto sul retro di copertina (che è infatti la stessa del disco precedente, biografia compresa; gli Erranti erano il gruppo di Silvi) ma il sestetto di Eraldo Volonté.
Il bravo jazzista milanese è quindi sicuramente il sax che si sente suonare in entrambe le canzoni, molto in evidenza nel primo brano, con un pregevole assolo.
“Al Madison Square”, scritta da Luciana Medini e Piero Soffici, è un allegro madison, ballo di moda in quel periodo, come del resto il retro, “Balliamo il madison”; scritto da Walter Malgoni; quest’ultima canzone mi fa venire in mente il “Gioca Jouer” di Cecchetto, perché ha, verso la metà, un recitato in cui Silvi dà le istruzioni di ballo (“Due passi avanti…formate la E…due indietro…formate la N a rovescio….va bene così…”)….è proprio vero, nessuno inventa niente!

1) Al Madison Square (Luciana Medini-Piero Soffici)
2) Balliamo il Madison (Gualtiero Malgoni)

lunedì 19 dicembre 2011

Valeria Piaggio - Tu non pensi più a me/Quando sei vicino a me (1965)












La cantante piemontese Rosanna De Piaggia, alessandrina, comincia la carriera giovanissima, nel 1957, esibendosi nei locali della regione con lo pseudonimo Rossana Roy.
Quando viene notata dal maestro Gian Piero Reverberi, adotta il nome d'arte di Valeria Piaggio ed ottiene un contratto con la Arc, sottoetichetta della RCA specializzata nel lancio di nuovi talenti, che la fa debuttare con il 45 giri che presentiamo oggi.
Valeria Piaggio nel 1965
“Tu non pensi più a me” partecipa al Cantagiro 1965, ed è scritta dal paroliere genovese Elio Mereu per il testo e da Giorgio Guglieri con Gian Piero Reverberi per la musica; Reverberi è anche l’arrangiatore del disco, nonché il produttore insieme a Gino Paoli.
Guglieri è anche l’autore del lato B, “Quando sei vicino a me”, in cui il testo è di Serafino Di Tomaso.
Negli anni seguenti Valeria alias Rosanna inciderà per la Jolly; nel 1967 parteciperà alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, parteciperà al film "Altissima pressione", con Gianni Morandi e ad alcuni caroselli.
A partire dal 1970 diventerà attrice di teatro, lavorando con Ronconi nella "Bisbetica domata"; tornerà a cantare nel 1975 nella celebre commedia musicale "Aggiungi un posto a tavola", con Johnny Dorelli, Bice Valori e Paolo Panelli.
Alla fine del decennio si ritira definitivamente dall'attività nel mondo dello spettacolo e, tornata ad Alessandria, aprirà un'attività commerciale.

1) Tu non pensi più a me (Elio Mereu-Gian Piero Reverberi-Giorgio Guglieri)
2) Quando sei vicino a me (Serafino Di Tomaso-Giorgio Guglieri)

sabato 17 dicembre 2011

I Barimar's - Partenza/Ciao, non dimenticarmi (1969)













I Barimar’s erano il gruppo del fisarmonicista e tastierista Mario Barigazzi, noto come “Barimar”. Barigazzi; aveva debuttato come musicista del gruppo di Cosimo Di Ceglie nel 1943, e aveva poi formato un suo complesso con cui aveva inciso, a partire dagli inizi degli anni '50, molti dischi per La voce del padrone, con versioni per fisarmonica di canzoni molto note e con brani originali.
Qui a destra potete vedere un articolo, tratto da Sorrisi e Canzoni, su Barimar (in occasione della nascita di sua figlia Marinella).
Nel decennio successivo formò poi un gruppo, i “Barimar's” appunto, da cui nel 1970 nasceranno infine i “Capricorn's College”, complesso a metà tra il rock progressivo e il pop melodico tipico del decennio.
Passando alle due canzoni di questo 45 giri, “Partenza” racconta, ovviamente, di un addio: il testo è del cantante del gruppo, Marcello.
Sempre Zaninetti e Barigazzi sono gli autori di “Ciao, non dimenticarmi”, canzone con i fiati in evidenza; ambedue i brani però sono di impostazione melodica..

1) Partenza (Marcello Zaninetti-Mario Barigazzi)
2) Ciao, non dimenticarmi (Marcello Zaninetti-Mario Barigazzi)

mercoledì 14 dicembre 2011

The Rams - American football game/Touch down (1982)












Dietro il nome “The Rams” (cioè "Gli Arieti") si nasconde Enzo Maolucci, che nel 1982 incise questo 45 giri.
“Amercan footbal game” è un brano rock, mentre “Touch down” è una ballata arricchita dal rumore di applausi che (immagino) dovrebbero ricordare quelli degli stadi di footbal americano.
Entrambe le canzoni sono scritte da Maolucci ed Aldo Russo per i testi, mentre ai due per le musiche si aggiunge Luigi Atzori (ve lo ricordate? E’ stato l’ultimo batterista dei Circus 2000).
La casa discografica è la Drums, etichetta torinese che ha avuto tra i suoi artisti il Duo Fasano, La Strana Società, Mariolino Barberis e Lucia Altieri.

1) American footbal game (Enzo Maolucci-Aldo Russo-Luigi Atzori)
2) Touch down (Enzo Maolucci-Aldo Russo-Luigi Atzori)

martedì 13 dicembre 2011

Rita Arnoldi - Più volte/L'immensità (1967)












La BDS era una piccola casa discografica milanese, con sede in via Beccaria 5, che viene ancora ricordata per aver pubblicato “Dedicato a”, l’unico album delle Stelle di Mario Schifano.
Ma l’etichetta, la cui sigla è l’acronimo di Ballabili Di Successo, ha pubblicato moltissimi dischi, per lo più di cantanti sconosciuti come questa Rita Arnoldi di cui ci occupiamo oggi.
Nulla so di lei, ma immagino che si tratti di una cantante milanese, o comunque di zone lì vicine...lo sfondo di copertina potrebbero essere i Navigli? Forse qualche milanese potrà aiutarci.
La canzone sul lato A è scritta da Ambrogio Carlo Carenni (che era il titolare della BDS) per il testo e dal torinese Eugenio Calzia con Calogero Lentini per la musica, ed è un brano melodico; sul retro la cover di “L’immensità”, la celebre canzone di Don Backy, così moderna da essere stata ripresa recentemente prima dai Negramaro e poi da Francesco Renga.
Carenni è stato autore anche di canzoni note come “Madison italiano”; inciso dai 4 Loris (il primo gruppo di Fred Bongusto), e negli anni ’50 aveva seguito una rubrica di ballo nella nascente televisione insieme alla fidanzata, la sfortunata ballerina Anna Mariani (che nel 1957 perse entrambe le gambe travolta da un treno)…ma di Carenni riparleremo quando nel blog presenteremo qualche disco di Michelle Sécher.

1) Più volte (Ambrogio Carenni-Calogero Lentini-Eugenio Calzia)
2) L’immensità (Mogol-Don Backy-Detto Mariano)

lunedì 12 dicembre 2011

Vasso Ovale - Amerò solo te/Prendila come vuoi (1967)












Torniamo a parlare, dopo alcuni mesi, di Vasso Ovale, presentando questo suo 45 giri del 1967.
Il cantante torinese è passato da circa un anno all’Ariston, abbandonando la Pathé che lo aveva lanciato e con cui aveva ottenuto il suo più grande successo, “Pietà”, nel 1963.
Il periodo trascorso con l’etichetta di Alfredo Rossi sarà quello in cui le vendite dei suoi dischi si ridurranno, fino ad incidere gli ultimi dischi della sua carriera per case discografiche minori.
Nel 1967 però Vasso Ovale è ancora un nome conosciuto e che partecipa a trasmissioni televisive come “Settevoci”.
Passando a questo disco, l’autore delle musiche di entrambe le canzoni è il padre del cantante, Achille, mentre i testi sono scritti dal medico torinese Renato Scala, scomparso nel 2006, che li firma con Nisa.
“Amerò solo te” è una canzone melodica, mentre è più ritmato il retro, “Prendila come vuoi”, che è anch’essa una canzone d’amore (in cui io percepisco degli influssi musicali greci)..
In entrambi i brani l’orchestra è diretta da Massimo Salerno, uno dei due figli di Nisa.

1) Amerò solo te (Nisa-Renato Scala-Achille Ovale)
2) Prendila come vuoi (Nisa-Renato Scala-Achille Ovale)

domenica 11 dicembre 2011

Carmelo Pagano - L'amore se ne va/Questa volta (1966)












Il 9 dicembre questo blog ha festeggiato il suo primo anno di attività: lo stesso giorno un nostro amico, Carmelo Pagano, ha partecipato a "I migliori anni", il programma di Carlo Conti, presentando "L'amore se ne va", che è stato il suo primo 45 giri e che è il disco che presentiamo oggi.
La canzone, scritta da Giulio D'Ercole e Alberto Morina per il testo e dal Maestro Piero Melfa per la musica, venne presentata dall'esordiente Carmelo al Festival delle Rose del 1966, in abbinamento con Luisa Casali, ed il brano vinse quell'edizione battendo cantanti ben più noti (come Morandi).
"L'amore se ne va", come ha ricordato Carlo Conti in trasmissione, divenne un successo internazionale nell'interpretazione di Dusty Springfield, con il titolo "Give me time".
La canzone sul retro, "Questa volta", è invece scritta da Bobby Solo con Gianni Marchetti, mentre il testo è di Mogol.
In entrambe le canzoni l'orchestra è quella di Amedeo Tommasi, con i cori dei "Cantori Moderni" di Alessandro Alessandroni.
D'Ercole, Morina e Melfa scriveranno molte altre canzoni, in genere per artisti legati alla RCA, tra cui nel 1970 "Una favola blu" per Claudio Baglioni.
Pagano ha ripreso da qualche anno l'attività, ed in questo periodo sta portando in giro per l'Italia un interessante progetto, "Pop & Swing", in cui ripropone successi swing di autori come Buscaglione, Caputo, Arigliano, Natalino Otto, fino a Raphael Gualazzi, oltre alle sue canzoni.

1) L'amore se ne va (Giulio D'Ercole-Alberto Morina-Piero Melfa)
2) Questa volta (Mogol-Roberto Satti-Gianni Marchetti)

martedì 6 dicembre 2011

Poker di Voci - La canzone del tranviere/Turin...61 (1961)













Del quartetto vocale Poker di Voci abbiamo già parlato nel nostro blog; oggi presentiamo un loro 45 giri pubblicato all'inizio del 1961 (le matrici sono datate 5 dicembre 1960), scritto da due autori misteriosi, Rindi e D'Alplan: non ho trovato traccia di questi nomi nel sito Siae, e le due canzoni non risultano essere depositate.
Ci viene in aiuto il sito de "La Stampa", almeno per il paroliere: da una recensione del disco dell'agosto 1961 risulta essere una certa Luigina Rindi; di lei ho trovato un altro riferimento in un articolo del 1963, in cui risulta essere finalista come autrice al quinto "Festival della Canzone Città di Torino" (manifestazione di cui fino alla lettura di questo articolo ignoravo l'esistenza....).
Com'è scritto nell'etichetta, "La canzone del tranviere" è una marcetta che racconta la storia d'amore tra un tranviere e una ragazza, e potrebbe essere tranquillamente una canzone degli anni '30, sia come stile musicale che come testo ("E va per la città, e sempre va di qua e di là....e va per la città il tranvai dela felicità"); da notare l'uso della parola "tranvai", che mi sembra essere usata prevalentemente qui da noi (in altre città d'Italia non l'ho mai sentita).
"Turin...61" è invece un valzer in piemontese: il riferimento è a "Italia '61", cioè alle varie iniziative per il centenario dell'Unità d'Italia del 1961 ("sun cent'ani pasà da cul dì d'l Unità...."), e nel testo si descrivono tutte le bellezze della città, da Superga al Valentino, dal Po ai monti: devo dire che la canzone risulta essere molto piacevole ancora oggi, e meriterebbe di essere riscoperta, se esistessero ancora, dai cantanti folk torinesi.
Come in quasi tutti i dischi dell'Emanuela Records, accompagna il complesso di Arrigo Amadesi.

1) La canzone del tranviere (Luigina Rindi-D'Alplan)
2) Turin...61 (Luigina Rindi-D'Alplan)

lunedì 5 dicembre 2011

I Grisbi - Il nostro appuntamento/Ti graffio (1965)












Provate a cercare in internet: non troverete nessuna informazione sui Grisbi. E provate anche a cercare nel pur completissimo libro di Maurizio Maiotti sui complessi italiani: sui Grisbi troverete la discografia completa, ma nient'altro. Ci vuole questo blog per completare questa lacuna, e lo facciamo grazie al contributo della signora Consiglia De Majo. I Grisbi furono un gruppo napoletano che, come i Campanino o i Mattatori, si affermarono tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 nella loro regione.
Formati su iniziativa dei fratelli Franco De Majo (contrabbasso, sax) e Toni De Majo (pianoforte), la prima formazione comprendeva anche Gennaro detto Gegé Novi (voce, batteria), Franco Novi (cugino di Gennaro, alla chitarra, che poi lascerà il gruppo) e Tonino Petirro alla chitarra; durante il servizio militare di Franco inoltre entrerà nel gruppo come suo temporaneo sostituto un certo Gennaro.
Nel 1961 il gruppo finalmente ottiene un contratto discografico con la Sabrina, etichetta milanese fondata dal cantante Bruno Rosettani, e raggiunge finalmente la notorietà nazionale, che toccherà l'apice nel 1966, anno in cui partecipano con “Dimmi bambina” a “Un disco per l’estate”: dopodiché passano alla Fans, etichetta napoletana, continuando l’attività ancora per qualche anno.
Il padre dei De Majo era anch'egli musicista, e la sorella di Franco e Toni, la pianista Consiglia, sarà l'autrice delle musiche di molte canzoni del gruppo, comprese quelle del 45 giri che presentiamo oggi, pubblicato all’inizio del 1965: la prima, “Il nostro appuntamento”, è scritta da Giovanni Rosettani (che usa lo pseudonimo Zipl) per il testo e da Consiglia De Majo per la musica (in Siae però vi è anche la firma di Zauli, che però secondo la De Majo ha dato un contributo al testo), ed è una canzone melodica terzinata, con un assolo di sax verso la metà.
“Ti graffio” è invece scritta da Danpa per il testo e dalla De Majo in collaborazione con Franco Zauli per la musica, ed è una canzone più ritmata, un twist con influssi beat.
In copertina è messo in evidenza il lato B “Ti graffio” invece del lato A.
Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1970, Toni De Majo continua a vivere a Milano, dove si dedica al pianobar ed all'insegnamento della musica nelle scuole; anche il fratello Franco si stabilisce a Milano, entrando prima nel complesso di Remo Germani e poi in quello di Gil Ventura.Gegè Novi invece sposa una ragazza siciliana e si trasferisce nell'isola, dove purtroppo scomparirà ancora giovane pochi anni fa, dedicandosi ad altre attività.

1) Il nostro appuntamento (Giovanni Rosettani-Consiglia De Majo-Franco Zauli)
2) Ti graffio (Danpa-Franco Zauli-Consiglia De Majo)

sabato 3 dicembre 2011

Paolo Conte - Uomo camion/Angiolino (1978)












In questi giorni è stata pubblicata una raccolta di Paolo Conte, con un inedito. Non so quante antologie siano state pubblicate ormai su di lui, ma di una cosa sono abbastanza sicuro: in nessuna di queste antologie sono mai state inserite le due incisioni che presentiamo oggi. Si tratta di un 45 giri pubblicato nel 1978 con i brani “Uomo camion” e “Angiolino”. Le due canzoni, dopo la pubblicazione su 45 giri, furono l’anno successivo reincise per l’album “Un gelato al limon”, e in questa nuova veste sono facilmente reperibili, mentre invece le versioni originali, chissà perché, come al solito sono diventate introvabili.
I musicisti che suonano in “Uomo camion” e “Angiolino” sono i Cyan, gruppo italo-inglese che negli anni ’70 suonava spesso in dischi di cantautori italiani dell’RCA (da Venditti a De Gregori), e proprio negli studi romani dell’etichetta è registrato il disco.
Il 45 giri è prodotto da Lilli Greco, e in “Uomo camion” collabora alla realizzazione ritmica Giacomo Tosti; l’album invece sarà prodotto da Nanni Ricordi e registrato agli “Stone Castle Studios” di Carimate.
Come bonus tracks le versioni del 33 giri, così si può effettuare il confronto; voglio comunque far notare in "Uomo camion" gli interventi al clarinetto di Salvatore Giumento, importante musicista siciliano (ma che intorno ai vent'anni si trasferì a Milano) con lunghe collaborazioni sia in campo jazzistico che nella musica leggera (da Nanni Svampa ad Alice, da Fausto Papetti a Paolo Conte), virtuoso oltre che del clarinetto del sax.

1) Uomo camion
2) Angiolino

Bonus tracks

3) Uomo camion (versione 33 giri)
4) Angiolino (versione 33 giri)

giovedì 1 dicembre 2011

The Play-Co - Elenore/Per un anno che se ne va (1968)












Questo gruppo viene ricordato per essere stato il complesso in cui ha debuttato Simon Luca, che nel decennio successivo avrà una certa notorietà come cantautore e come autore per altri artisti.
Il nome deriva da quello degli studi di registrazione milanesi di proprietà di Giovan Battista Ansoldi, e che quindi venivano usati principalmente dagli artisti delle sue etichette (in primis la Ri-Fi, la Primary e la Variety, per cui incidevano i Play-Co.
La canzone sul lato A è notissima con le parole in italiano nell’incisione di Gianni Morandi, “Scende la pioggia”: il complesso la incide con il testo originale.
Sul retro una canzone melodica scritta da Roberto Vecchioni, Goffredo Canarini e Andrea Lo Vecchio per il testo, mentre la musica è di Paolo Ferrara e Michele Francesio, “Per un anno che se ne va”; nell’etichetta scompare la firma di Ferrara.
Nello stesso periodo il brano fu inciso anche da Dori Ghezzi, come retro del celeberrimo “Casatshock”.

1) Elenore (Mark Volman-John Barbata-Howard Kaylan-Al Nichol)
2) Per un anno che se ne va (Goffredo Canarini-Andrea Lo Vecchio-Roberto Vecchioni-Paolo Ferrara-Michele Francesio)

Bonus Track:
3) Dori Ghezzi - Per un anno che se ne va






martedì 29 novembre 2011

Vanna Brosio - Una vita difficile/Una lettera (1975)












Prima o poi il blog doveva presentare un 45 giri di Vanna Brosio, la bella cantante e showgirl torinese, purtroppo scomparsa prematuramente, che viene citata anche nel testo introduttivo dell’homepage (ricordando la trasmissione “Adesso musica”): parlando, come facciamo spesso, di personaggi musicali legati a Torino e al Piemonte la Brosio non poteva mancare.
E ne parliamo con questo disco del 1975, che ha la particolarità che le due canzoni sono scritte da Enzo Jannacci (ed arrangiate entrambe da Nando De Luca, collaboratore abituale di Jannacci).
Nell’album “L’uomo a metà” del 2003 Jannacci inciderà “Una vita difficile”, mentre invece “Una lettera” era già conosciuta in quanto incisa da Nicola Arigliano nel 1971 nell’album “Una sera allo Studio 7 di Napoli”, ma con il titolo “La lettera”.
Vanna Brosio faceva parte di quella schiera di cantanti come Romina Power o Viola Valentino che si caratterizzano per il tono “flebile” della loro voce, diciamo così….la Brosio ha inciso dischi per anni, senza raggiungere mai veramente il successo come cantante, ma ha saputo comunque reinventarsi come presentatrice, quasi mai però in ruoli di primo piano (qualche anno fa ha lavorato anche in un programma sportivo con Biscardi).
Negli ultimi anni era un po’ sparita dalle scene, ritirandosi qui vicino, a Piossasco, dove è scomparsa a soli 67 anni.

1) Una vita difficile (Enzo Jannacci)
2) Una lettera (Enzo Jannacci)

Bonus tracks:

3) Enzo Jannacci - Una vita difficile (Enzo Jannacci)
4) Nicola Arigliano - La lettera (Enzo Jannacci)

domenica 27 novembre 2011

Giorgio Gaber - Anni affollati (1981)












Non so per quale motivo, ma questo disco non è mai stato ristampato in CD: esiste sì un cd intitolato "Anni affollati", ma si tratta in realtà della ristampa del disco dell'anno successivo, "Il teatro di Giorgio Gaber", che era il doppio dal vivo tratto dallo spettacolo "Anni affollati", che conteneva anche canzoni del precedente disco in studio "Pressione bassa" (oltre che "Io se fossi Dio").
In "Il teatro di Giorgio Gaber" mancano due canzoni presenti in questo disco in studio, e cioè "Luciano" (che è sicuramente il brano più divertente, e che Gaber riprenderànel 1985 nello spettacolo "Io se fossi Gaber"), e "Ipotesi per una Maria" (nome ricorrente nelle sue canzoni: vi ricordate "Chiedo scusa se parlo di Maria"?).
Oltre a queste due, è da ricordare in questo disco "Gildo", precisa descrizione di una degenza in ospedale e del tipo di rapporti umani che si creano in queste situazioni; inoltre, come curiosità, in "Anni affollati" (che conclude una critica degli anni '70 che Gaber aveva iniziato tre anni prima in "Polli d'allevamento") c'è un riferimento a  Chang Ching (o, con la grafia che ha preso piede in seguito, Jiang Qing), la quarta moglie di Mao...e sicuramente oggi pochi si ricordano di chi sia stata.
Collabora alla scrittura dei brani, come sempre, Sandro Luporini.

LATO A
1) Il sosia
2) Anni affollati
3) Luciano
4) 1981

LATO B
1) L'attesa
2) Gildo
3) Ipotesi per una Maria
4) Al termine del mondo

sabato 26 novembre 2011

La Strana Società - Cucciolo di donna/Ma che ragione hai (1975)












Umberto Tozzi ha inciso due soli 45 giri con La Strana Società: uno è quello di cui parliamo oggi, l’altro è invece "Una manciata di sabbia/Per carità", di cui comunque parleremo prima o poi: in entrambi Tozzi è riconoscibilissmo in copertina, con la sua capigliatura rossa, ed in questo è alla sinistra di Valerio Liboni, con un cappello tipicamente anni '70; la formazione del gruppo, in quel periodo, è completata da Cesare Gianotti alle tastiere, Alfonso Dalicco al basso e Celestino Scaringella alla voce solista.
“Cucciolo di donna” è un brano melodico che vede come autore della musica Enzo Malepasso, che sicuramente molti di voi ricorderanno come cantautore, mentre i testi sono di Daiano e Luigi Gnolo; anche “Ma che ragione hai” è una canzone melodica, scritta dal Maestro Franco Cassano (che usa lo pseudonimo Vostok), mentre il testo è di due componenti del gruppo, il cantante e il batterista.
La chitarra di Tozzi, comunque, è decisamente poco presente in entrambi i brani.

1) Cucciolo di donna (Claudio Daiano-Luigi Gnolo-Enzo Malepasso)
2) Ma che ragione hai (Valerio Liboni-Celestino Scaringella)

venerdì 25 novembre 2011

Stefano Biondi - Malgrado tutto/Monique












Stefano Biondi è lo pseudonimo del cantante siciliano Giuseppe Ranno: riuscite a capire dalla foto di copertina di chi è padre? Non aiuta certo la voce, così distante da quella roca alla Barry White del figlio….sì, Stefano Biondi è il papà di Mario, che in realtà si chiama Mario Ranno ma che ha scelto questo cognome d’arte proprio in omaggio al padre.
Il disco non riporta la data ma, all’ascolto, si può collocare sicuramente verso la fine degli anni ’70, direi tra il 1976 e il 1979.
“Malgrado tutto” è un brano funkeggiante e piacevole, che potrebbe facilmente rientrare nel repertorio di Gianni Nazzaro di quel periodo (brani come “La notte va”); “Monique” invece sembra uscita fuori da un disco degli Homo Sapiens o dei Romans di “Coniglietto”, è una canzone melodica che, chissà, pubblicata da una casa discografica più grande avrebbe anche potuto ottenere un certo successo.
Gli autori delle due canzoni sono il maestro Gaetano Agate (conosciuto per essere l’organizzatore del Festival della nuova canzone siciliana) per le musiche e Graziella Mezzanotte per i testi.

1) Malgrado tutto (Graziella Mezzanotte-Gaetano Agate)
2) Monique (Graziella Mezzanotte-Gaetano Agate)

giovedì 24 novembre 2011

Enrica Gardini - La sera/Ma non lo vedi che (1970)












Di Enrica Gardini, che partecipò nel 1970 alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con il brano sul lato A del disco che presentiamo oggi, “La sera”, non si trova praticamente nulla in giro…ed allora rimediamo con il blog.
Nata a Torino nel 1950, figlia di un impiegato della Fiat, la Gardini inizia a lavorare come segretaria e dattilografa alla Fonit-Cetra in via Bertola 34: ed è proprio lì che viene notata per la sua bella presenza ed anche, così scrive “La Stampa” il 14 settembre del 1970, perché dopo aver ascoltato un pomeriggio una canzone che era stata provata, “La sera”, la canta e l’autore Romano Bertola (di cui abbiamo già parlato nel post dedicato ai Los Gildos), avendola sentita, decide di mandarla alla Gondola d’Argento di Venezia.
Alla manifestazione la cantante si fa accompagnare dalla mamma Marcella…il risultato però non è pari alle aspettative: la canzone passa inosservata e la carriera di Enrica si ferma qui.
Peccato però, perché la voce non è male, e magari avrebbe anche meritato una prova d’appello.
“La sera” è comuque una canzone melodica, ben costruita ma non di facilissimo ascolto.
Anche la canzone sul retro, “Ma non lo vedi che”, è di Bertola: una canzone sorretta dai fiati in cui la Gardini mette ancora più in evidenza la voce.
I due brani sono arrangiati da Romano Farinatti, collaboratore abituale di Farassino e di altri musicisti torinesi.

1) La sera (Romano Bertola)
2) Ma non lo vedi che (Romano Bertola)

martedì 22 novembre 2011

I Mattatori - Passione/T'aspetto (1961)












I Mattatori sono uno dei tanti gruppi che, a cavallo tra gli anni ’50 e i ’60, sono nati a Napoli e si sono esibiti nei locali della zona, arrivando in breve ad avere una notorietà nazionale suonando nei night: gruppi come i Campanino, i Convers o i Grisbi di Gegè Novi, o solisti come Rino Da Positano, Lello Caravaglios e Peppino Di Capri, sicuramente il più noto.
Fondati dai fratelli Giulio (voce e basso) e Mario Zampa (batteria), con Gianni Vogel al sax e alla chitarra, Carlo Missaglia alla chitarra e Claudio Fresca al pianoforte, i Mattatori hanno avuto nella loro tutto sommato breve storia (più o meno quattro anni) alcuni cambi di formazione.
Come sanno i battistiani, per un certo periodo fece parte del complesso anche Lucio Battisti (e per ulteriori approfondimenti vi consiglio il volume “Emozioni ischitane” di Anna Maria Chiarello).
In questo disco del 1961 ripropongono un classico della canzone napoletana, “Passione” (sull’etichetta manca il nome del coautore della musica con Tagliaferri, Nicola Valente); sul lato B una canzone, “T’aspetto”, scritta da Claudio Fresca, che non ho trovato depositata in Siae, e che rispecchia sia nel testo che nella musica (un tipico terzinato) gli stereotipi della musica da night del periodo, con la voce del cantante Giulio Zampa che ricorda molto quella di Peppino Di Capri...e non manca, ovviamente, l'assolo di sax..
Il disco fu stampato dapprima con la copertina forata dell'Adventure, poi visto il successo fu ristampato con copertina fotografica.

1) Passione (Libero Bovio-Ernesto Tagliaferri-Nicola Valente)
2) T’aspetto (Claudio Fresca)